Domande e risposte

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COME COMPORTARSI IN CASO DI SOSPETTO DI LEPTOSPIROSI IN UN CANE DI FAMIGLIA:

Gentili dottoresse, possiedo un giovane cane da caccia di tipo setter che tengo generalmente libero nel giardino di casa e porto con me durante le mie battute di caccia. Il cane gioca spesso con la mia figlioletta di 6 anni e le sue rispettive amichette e si presta bonariamente ai loro innumerevoli giochi (gli preparano la pappa, gli danno da bere, lo portano a spasso e gli fanno il bagnetto con la schiuma, spesso anche 2 volte la settimana!). Recentemente però, il cane ha accusato strani malesseri, per cui l’ho portato dal mio veterinario che dopo una serie di esami e un’ attenta analisi delle ferite presenti su una zampa, mi ha detto che ha contratto la leptospirosi. Ciò mi ha letteralmente terrorizzato, ho subito pensato a mia figlia e alle sue amichette che con lui sono state molto a contatto. Corrono forse qualche rischio di poter aver contratto la malattia? Devo sottoporle a qualche esame? Sono spaventato, vi prego di aiutarmi a far luce sull’ argomento. Grazie Tommaso F., Sarcedo. 

La leptospirosi è una pericolosa malattia infettiva, potenzialmente mortale se trasmessa all’uomo. Dal 1954 il regolamento di Polizia Veterinaria sancisce l’obbligo per il Medico Veterinario che abbia un sospetto clinico di leptospirosi, su un animale di qualunque specie, di segnalarlo all’Azienda sanitaria locale e al Sindaco del Comune di competenza. Questi si occuperanno di mettere in atto le strategie di disinfestazione atte a ridurre la carica batterica nell’ambiente e quindi il rischio di nuovi casi di infezione.

In caso si sospetti questa malattia è sempre consigliabile eseguire un prelievo di sangue al cane per poter in pochi giorni avere la conferma/smentita della diagnosi. Sarà necessario eseguire un’accurata pulizia con disinfettanti idonei  delle superfici che possono essere state contaminate da sangue/urine del cane nel periodo precedente e immediatamente successivo alla diagnosi di leptospirosi. Generalmente vengono trattati in via preventiva con antibiotici anche gli altri cani conviventi che non avessero manifestato ancora sintomi; successivamente li si sottopone tutti a vaccinazione contro questa malattia.

La leptospirosi è trasmissibile all’uomo mediante contatto diretto con tutte le mucose (orali, congiuntivali) o soluzioni di continuo della cute (tagli o abrasioni) con terreno o acqua contaminata dal battere, oltre che con urine o sangue di un animale infetto, cane compreso. Se sua figlia e le sue amiche potrebbero essere venute a contatto con queste, meglio contattare il medico di famiglia e comunicarglielo al più presto, in modo che possano anch’esse essere sottoposte alle terapie preventive del caso. 

 

Testo

SI POSSONO DARE FRUTTA E CIOCCOLATO AI CANI?

"Gentili Dottoresse, ho un dubbio: i cani possono mangiare la frutta? Se sì, vorrei sapere quale e quanta. Inoltre il mio cane è piuttosto goloso, pertanto qualche volta gli allungo una mia merendina al cioccolato: ma alla lunga questa, può fargli male? Vi ringrazio Paola R., Schio

il cioccolato contiene cacao e il cacao contiene teobromina. La teobromina è una sostanza tossica per i cani e i gatti, perché non viene metabolizzata efficacemente, ha un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale e sul sistema cardiovascolare e causa diversi effetti collaterali quali diarrea emorragica e vomito, contrazioni muscolari, affanno e tachicardia, iperattività e lamenti, disidratazione, fino a convulsioni! I sintomi saranno tanto più gravi quanto più alta sarà la percentuale di cacao contenuto nel cioccolato ingerito e si manifesteranno più facilmente in cani di piccola taglia e cuccioli/anziani. Quindi attenzione: la merendina al cioccolato è potenzialmente tossica per il suo cane!

Per quanto riguarda la frutta questa può costituire anche il 10-15% di una alimentazione preparata in casa, che deve comunque essere equilibrata e formulata da un Medico Veterinario in base alle esigenze di ciascun cane. Va ricordato che conviviamo con cani di taglia molto diversa, quindi la percentuale di frutta che offriamo sul totale della razione deve essere in base al peso: uno spicchio di mela può essere uno snack per un labrador di 30 kg ma sostituisce quasi un pasto per quantità di calorie per un chihuahua di 2 kg scarsi! La frutta viene sfruttata in quanto ricca di acqua, sali minerali e vitamine, nonché di fibre. Attenzione alla frutta troppo “dolce”, quali i fichi, con eccessivo apporto di zuccheri e all’uva e all’avocado, che contengono delle vere e proprie tossine. Vanno eliminati semi e noccioli, che possono causare pericolosi blocchi intestinale, ma soprattutto una sola regola è sempre valida in alimentazione: piccole quantità e variare spesso! In questo modo il rischio di effetti collaterali sarà minimo. 

SI POSSONO LAVARE I GATTI?

"Care veterinarie, ho da poco adottato un bel micetto siamese thai. Poichè rimarrà gran parte del tempo in casa, voglio che sia il più pulito possibile. Vi chiedo: è una diceria quella che i gatti odiano l’ acqua? E’ possibile lavarli di tanto in tanto? Cosa mi consigliate: una doccia con shampoo neutro o un salone per animali specializzati? Ho sentito parlare anche di saponi secchi. Cos’è meglio per il mio gatto e con che periodicità posso intervenire? Vi ringrazio.."

I gatti sono normalmente animali molto puliti, che dedicano molte ore della giornata alla propria pulizia con il "grooming", cioè il leccamento del pelo, allo scopo di eliminare sporcizia e pelo morto. Lavare un gatto, soprattutto se a pelo corto e che vive in casa, non è quindi strettamente necessario. Molto più importante invece sarebbe dedicare quotidianamente del tempo a spazzolare il suo mantello, tramite l'impiego di spazzole idonee.

Se si decidesse comunque di usare acqua e sapone, è necessario abituarlo gradualmente fin da piccolo e limitare i lavaggi a uno al mese,a prescindere da dove e chi esegue la procedura. Prima di bagnarlo vanno eliminati i residui di pelo morto con il pettine; l'acqua deve avere una temperatura di circa 36° e va scelto un sapone dedicato agli animali domestici, con un pH specifico, privo di profumazioni eccessive ed in quantità ridotta, sempre seguito da un abbondante risciacquo. Alla fine, l'animale va asciugato bene; l'ideale sarebbe avvolgerlo in un asciugamano caldo, rendendo questo un momento di coccole e riducendo così lo stress delle manipolazioni.  

Vi sconsigliamo invece  l'uso di shampoo secchi, in quanto appunto leccandosi finirebbe per ingerire dei residui chimici.

COME TRASPORTARE I NOSTRI CANI IN AUTO?

Il nostro codice stradale consente il trasporto in automobile al di fuori del kennel (trasportino) di un solo cane, a condizione che non possa muoversi libero per l’abitacolo, intralciare né distrarre chi guida. A tal fine molti impiegano vari modelli di imbragatura (ad es. fissata all’attacco della cintura di sicurezza), o l’alloggio separato nella parte posteriore del mezzo o nel bagagliaio, tramite una parete divisoria. Questi mezzi impediscono il rischio di disturbo per il guidatore, ma non proteggono il cane da eventuali gravi danni fisici in caso di incidenti. In caso di collisione possono essere strattonati e sbalzati a velocità elevate e riportare anche lesioni interne gravi e mortali. Mi sento quindi di consigliare di preferire sempre il trasporto in kennel, omologati e della misura corretta,  ben fissati all’interno dell’abitacolo, ai quali il cane andrà gradualmente abituato e che dovrà vedere come una seconda cuccia.

Al fine di abituare il proprio cane ai viaggi automobilistici è utile iniziare fin da cucciolo a trasportarlo, via via per tratti di strada sempre più lunghi e meno rettilinei, fino a location per lui positive, come un giardinetto o un parco dove possa giocare e socializzare. Meglio farlo mangiare almeno quattro/cinque ora prima della partenza, mentre non conviene dargli da bere e mangiare nell’ora antecedente. Alcuni tollerano bene un piccolo snack, un paio di ore prima, che aiuti a tenere sotto controllo l’acidità gastrica. Mantenete il veicolo fresco e ben ventilato e, in caso di lunghi spostamenti, è molto importante prevedere delle soste, ogni 2-3 ore, in aree attrezzate dove il vostro amico possa distrarsi e rilassarsi, espletando i propri bisogni.

Ricordiamoci anche che uno/due cani su dieci da fonti del Ministero della Salute sembrano soffrire di mal d'auto. I movimenti inaspettati e innaturali dell’auto infatti causano cinetosi, che comporta un senso di disorientamento, che porta a nausea (manifestata ad es. con ipersalivazione e ripetute deglutizioni), vomito, agitazione e a volte anche a episodi di diarrea durante gli spostamenti sui mezzi di trasporto. Sono disponibili in commercio alcuni rimedi farmaceutici ed integratori per aiutarli a superare lo stress legato al viaggio, ma ci sono anche strategie comportamentali che, correttamente attuate, possono aiutarli a superare il disagio di un viaggio in auto.

I cani amano spostarsi col loro gruppo-famiglia per esplorare il mondo, ovviamente se sono stati correttamente socializzati ed abituati fin da cuccioli. Sono degli ottimi compagni di viaggio, a patto che sappiamo rispettare le loro esigenze e programmare tutte le soste necessarie per farli rilassare e sfogare durante il tragitto.

I gatti invece vivono con maggiore stress l’allontanamento dal proprio territorio, che è quindi sconsigliato se si tratta di brevi periodi di tempo, ma se scegliamo di assentarci a lungo e portarli con noi allora possiamo aiutarli con i prodotti a base di feromoni e abituarli il meglio possibile a viaggiare nel trasportino.  

COME COMPORTARSI IN VISTA DI UN VIAGGIO IN AEREO O IN NAVE?

Quando programmiamo di spostarci, anche per le vacanze, con i nostri amici a quattro zampe è importante informarsi presso il nostro veterinario riguardo a quali strategie di prevenzione adottare per le malattie parassitarie e infettive presenti nella nostra mèta. In particolare uscendo dal territorio italiano sarà necessario che sia munito di regolare passaporto, rilasciato dall’Ulss locale, che riporti l’iscrizione all’anagrafe canina e felina regionale (eseguita tramite l’impianto di un microchip), una certificazione di buona salute e la vaccinazione per la rabbia, che va eseguita almeno 2 giorni prima della partenza. Per poter poi rientrare in Italia da alcuni paesi è necessario anche possedere la conferma dell’immunità acquisita per la rabbia stessa, certificata tramite un esame del sangue chiamato “titolazione anticorpale”, eseguita almeno trenta giorni dopo il vaccino.

Ogni compagnia aerea ha un regolamento proprio a proposito del trasporto degli animali domestici in cabina, tanto che è necessario informarsi prima di prenotare il volo.

Fino a un determinato peso è possibile imbarcarli, nel proprio trasportino, come bagaglio a mano, oltre sarà necessario farli viaggiare in stiva.

Consiglio di portare il vostro quattro zampe a visita dal prima della partenza, per essere certi di non correre incontro a rischi. Prevedete il cibo e l’acqua necessari al tragitto e abituatelo per tempo al trasportino, in modo che possa soggiornarvi comodamente, su una coperta o un tappetino assorbente, libero da museruole o guinzagli.

Consiglio di valutare sempre attentamente i rischi/benefici relativi all’imbarco in stiva prima di comprare il biglietto aereo!

Anche per la nave valgono gli stessi accorgimenti: informatevi presso la compagnia navale circa il loro regolamento interno e chiedete informazioni al vostro veterinario in merito a quali profilassi è meglio adottare in base a dove vi state recando. La stiva di una nave dà comunque migliori certezze rispetto all’aereo, almeno c’è la possibilità di controllare che vada tutto bene!

CANI, GATTI E VELENO PER TOPI

Gentili dottoresse, sono da sempre un amante degli animali e possiedo la bellezza di 4 gatti (2 dei quali di pura razza siamese) e 3 cani (1 Maremmano e 2 meticci). Circa un anno fa, per esigenze personali,  sono stato costretto a trasferirmi nella casa di campagna di famiglia, portando ovviamente con me tutti i miei piccoli amici. Inizialmente l’ idea di andare a vivere qui mi è sembrata ottimale  soprattutto per loro…avrebbero avuto certamente più spazio per muoversi in libertà. Ma  purtroppo, al tempo, non immaginavo che mi sarei trovato a “combattere” con il problema dei topi…che mio malgrado, qui regnano indisturbati  moltiplicandosi giorno dopo giorno. Diversi miei vicini di casa hanno pertanto deciso di “disseminare” un po’ ovunque del veleno per topi sottoforma di bocconcini e questo mi preoccupa alquanto, poiché temo che i miei gatti o i miei cani possano ingoiarli. Vorrei pertanto chiedervi un consiglio su come poter evitare che questo accada (senza doverli necessariamente rinchiudere in un recinto…). E’ possibile che al giorno d’oggi non esista in commercio un prodotto che risulti al contempo “allettante” per i topi ma sgradevole agli altri animali? E se qualora inavvertitamente ingurgitassero qualche boccone, come posso accorgermene e provvedere per tempo? Grazie infinite Piero L., Vicenza

Purtroppo il problema su cui lei ci interroga è molto comune, in quanto, nonostante le numerose campagne di derattizzazione, la popolazione dei roditori, sia in città che in campagna, non accenna a diminuire, anzi. Al contrario di quanto a volte indicato sulle confezioni, i vari veleni presenti in commercio non sono sicuri per gli altri animali, ma dovendo risultare interessanti ed appetibili per svolgere il loro compito, sono invece alquanto interessanti e graditi anche da cani e gatti. In alternativa ai bocconi e alle polveri contenenti veleni rodenticidi anticoagulanti potrebbe riconsiderare le classiche “trappole” e l’uso di colle e carte adesive che con l’inganno di un premio in cibo “ingabbiano” i topolini senza arrecare danni troppo gravi ad un incauto gatto o cane troppo curioso. Se malauguratamente uno dei suoi animali dovesse comunque mangiare un boccone avvelenato, i sintomi che mostrerebbe sarebbero relativi ad un alterata o assente coagulazione del sangue: dall’evidenziarsi di un emorragia attiva con perdite di sangue nel vomito, nelle feci, dal naso, con le urine eccetera,  alla presenza di tumefazioni dolorose (ematomi), a respirazione stertorosa e difficile con tosse o senza (presenza di emorragie polmonari), a uno stato di abbattimento e mancanza di appetito dovuti all’instaurarsi di anemia. In tutti questi casi la gravità dei sintomi e la rapidità con cui la situazione peggiorerà sarà correlata alla dose di veleno ingerita e alla dimensione dell’animale. In caso si sospetti un avvelenamento, il soggetto andrà subito condotto da un Medico Veterinario al quale andrà comunicato il sospetto dell’assunzione del veleno per topi. Il Medico prescriverà al cane/gatto le terapie di supporto del caso e la giusta dose di antidoto. Il tempismo resta comunque fondamentale! 

UN CANE CHE SOFFRE DI DISPLASIA D'ANCA: QUALI OPZIONI CHIRURGICHE?

La diagnosi di displasia d’anca può essere effettuata precocemente, tramite una visita e l’esecuzione di alcune radiografie mirate già quando un cucciolo ha 3-6 mesi d’età, evidenziando la presenza di incongruità e lassità articolare, con possibilità terapeutiche varie. Trattasi primariamente di interventi chirurgici ricostruttivi, mirati a modificare la conformazione dell’articolazione dell’anca per renderla il più possibile simile alla normalità, intervenendo ad esempio sulla sinfisi pubica, o sulle ossa di pube, ischio e ileo al fine di migliorare la congruenza articolare tra acetabolo e testa femorale, evitando quindi l’instaurarsi del processo poi irreversibile di degenerazione articolare.

Se invece la diagnosi arriva in un soggetto adulto, già a fine accrescimento, le possibilità terapeutiche si riducono purtroppo molto e si può intervenire solo allo scopo di eliminare il dolore articolare tramite un intervento chirurgico più invasivo. L’ostectomia della testa del femore è l’intervento economicamente più abbordabile, ma che non garantisce un completo recupero delle capacità deambulatorie, consta nella rimozione di testa e collo femorale e quindi nell’eliminazione del contatto diretto tra le superfici ossee di femore e acetabolo, con la formazione di un callo di tessuto fibroso al posto dell’articolazione. La protesi totale d’anca invece consente non solo di eliminare il dolore, ma anche di recuperare la normale funzionalità dell’arto e l’ampiezza del movimento e resta quindi la procedura d’elezione, prevedendo la sostituzione completa dell’articolazione coxo-femorale con una coppa (al posto dell’acetabolo) ed uno stelo (al posto di testa e collo femorale). Vi sono diverse tipologie di protesi utilizzabili, divise in cementate e non cementate,a seconda che per fissare la coppa e lo stelo al tessuto osseo circostante ci si avvalga dell’impiego di cemento acrilico o della osteo-integrazione, processo che porta le spicole osse a saldarsi direttamente con coppa e stelo. Affinché questo intervento abbia il successo sperato, fondamentale ruolo gioca la selezione dei pazienti che possono esservi sottoposti, privi di altre patologie concomitanti e in grado, sotto stretto controllo del proprietario, di stare a riposo assoluto nelle settimane che seguiranno, in modo da ridurre al minimo l’insorgenza di complicanze post-operatorie, quali rigetto della protesi, instaurarsi di infezioni secondarie e lussazione dell’anca operata. 

COME COMPORTARSI  IN CASO DI SOSPETTO DI BOCCONI AVVELENATI 
Buongiorno sono Marco di Bolzano Vicentino, a Natale ho deciso di prendere il mio primo cane. Nei mesi scorsi ho saputo che per le vie del mio paese c'era qualche "delinquente" che buttava dei bocconi avvelenati in giro, ho quindi il terrore ogni volta che porto il mio cucciolo a fare una passeggiata; mi dite cosa fare prontamente nel caso il mio cane mangiasse uno di qui bocconi (prima di portarlo ovviamente dal veterinario)?

Innanzitutto congratulazioni per la sua scelta di portare un cane nella sua vita. Purtroppo nel caso da lei segnalato dovrà prestare lei in primis attenzione quando porta a spasso il suo cane, evitando di lasciarlo incustodito, soprattutto trattandosi di un cucciolo, e verificando che non ingerisca nulla di estraneo. Potrà, con l’aiuto di un educatore cinofilo qualificato, anche insegnargli a non raccogliere cibo da terra quando siete fuori casa. Dovesse sfortunatamente accorgersi troppo tardi dell’ingestione di un boccone sospetto, contatti il suo medico veterinario di fiducia o la clinica veterinaria più vicina e si consigli sul da farsi con loro, avvisandoli in caso del vostro arrivo. In caso le consiglino di provocargli il vomito per fargli espellere l’ingerito, può farlo somministrandogli abbondante acqua tiepida molto salata (mai latte). In caso di vomito dall'aspetto sospetto, questo può essere raccolto, insieme ad eventuali bocconi residui e successivamente sottoposto ad analisi per verificarvi la presenza di veleni. I casi di avvelenamento infatti vanno documenti e denunciati per legge. Solo denunciando (presso un organo di polizia giudiziaria) è possibile identificare e punire i colpevoli e contrastare questo terribile fenomeno.